Che cosa si intende per didattica democratica? Per esempio una pedagogia per contratti, come in teoria dovrebbe essere la scuola italiana. Una scuola dove alunni, genitori ed insegnanti parlano tra loro e comunicano aspettative e bisogni. Una scuola in cui il professore non tenga monologhi su argomenti di suo interesse, ma scelga con gli allievi, all’interno delle Indicazioni Nazionali (gli OSA), i temi che più interessano alla classe. Una scuola che non crea cittadini ubbidienti, ma persone autonome, critiche e in grado di cercare ed elaborare le informazioni di cui hanno bisogno. Una scuola di questo tipo è una scuola che lavora per e con i ragazzi, considerati come singoli individui e non come classe. E’ una didattica che propone, non impone; che offre scelte all’interno di un percorso. Il ruolo dell’insegnante all’ora non è più “tenere lezione”, la lezione frontale infatti non lascia spazi al singolo alunno. L’insegnante invece deve, dopo essersi accordato con gli allievi, preparare i percorsi possibili. Il suo compito, come esperto è quello di indicare le diverse possibilità, le diverse fonti, gli esercizi da fare. Il suo è insomma il compito di un coach, che segue e consiglia. La didattica democratica non nasce dal nulla, ma ha le sue basi epistemologiche nel costruttivismo (anche: http://www.spaziomente.com/ARTICOLI/Storia%20del%20costruttivismo.pdf) e nella didattica costruttivistica.Questo tipo di didattica è chiamata anche “a classi aperte”. Sotto tale nome in Italia però si trovano diversi modelli, che vanno dai programmi interdisciplinari, alle classi pluriennali. Diventa quindi difficile usare questa terminologia. Un esempio lo trovate qui: http://digilander.libero.it/sosscuola/Documenti/ClassiAperte2006.pdf E’ anche interessante il fatto che si parla di didattica democratica, scuola democratica, classi aperte, soprattutto per la scuola elementare, che notoriamente è il livello scolastico migliore nella scuola italiana. Perché non applicare queste tecniche anche agli altri livelli scolastici? Perché non nei licei?L'applicazione di una didattica democratica potrebbe essere la soluzione a molti problemi di disciplina, dovuti spesso a disinteresse, eccessiva difficoltà o facilità della materia, avversione verso l'autorità. Si prospetta anche la possibilità di risolvere finalmente il problema del nozionismo, purtroppo ancora presente nel nostro sistema scolastico. A questo proposito vorrei anche ricordare che la scuola italiana risulta al 36esimo posto (su 56) della indagine OCSE PISA 2006, posizionandosi così tra le ultime nazioni europee. Gli esami proposti dal PISA infatti non richiedono conoscenze di informazioni, ma competenze, che siano di lettura (saper leggere, capire ed analizzare), matematiche o scientifiche. "Oggetto dell’indagine - PISA 2006 valuta la literacy in lettura, la literacy matematica e la literacy scientifica degli studenti non tanto e non semplicemente in termini di padronanza dei contenuti curricolari, quanto piuttosto in termini di conoscenze e di abilità necessarie nella vita adulta.
- Al centro dell’attenzione è posta la padronanza dei processi, la comprensione dei concetti e la capacità di applicarli in diverse situazioni, all’interno di ciascun ambito. "
(Quadro di riferimento PISA 2006 pag. 12 - http://www.invalsi.it/ric-int/Pisa2006/sito/docs/Quadro_riferimento_PISA2006.pdf) Non entro qui in merito ai nostri programmi di matematica e di scienze con un confronto con le altre nazioni europee perché non è il mio campo. Quello che voglio sottolineare è la necessità di valorizzare l'apprendimento di competenze invece che di informazioni, se vogliamo restare al passo con le altre nazioni.Non è forse un caso che il sistema scolastico finlandese, che nelle indagini PISA risulta sempre ai primissimi posti, applichi una didattica democratica. Varrebbe secondo me la pena di studiare il sitema e applicarlo, per quanto possibile ed entro i limiti delle Indicazioni Nazionali, alla nostra scuola.Per un approfondimento del sistema scolastico finlandese:http://www.didaweb.net/fuoriregistro/documenti/fin.pdfhttp://www.dti.unimi.it/~oscotti/Pacioli/files/estero/FIIlSistemaScolastico.pdfhttp://www.scuolesanbenedetto.ch/pdf/Finlandia.pdf (confronto con il sistema scolastico della svizzera italiana)
http://www.meisterschaft-kr.ch/FinnischeSchulen.doc (confronto con il sistema svizzero-tedesco)
Storia del sistema scolastico finlandese e confronto con quello tedesco (in tedesco)